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lunedì 20 febbraio 2012

LIBRERIA DELL'IMMAGINE 19 - PRESUPPOSTI OGGETTIVI SUI FALSI

FALSI D'AUTORE??   IL "FALSO" NON E' MAI D'AUTORE. 

Ci terrei in questa sede a definire un concetto importante per la comprensione di quanto sto per raccontarvi.
Nel mondo del collezionismo troppo spesso si parla di falso, di plagio, e per intenderci può essere definito tale l’esatta copia contraffatta di un qualsiasi bene che per natura ha una sua utilità.
Se il prodotto presenta determinati requisiti, che vedremo, non è mai corretto definirlo falso, soprattutto se non esistente in precedenza sul mercato, nemmeno nel caso in cui esso non sia detentore di licenze presunte o formali.   Detta così la questione sembra molto complicata quando invece è tutt'altro. Cercherò di spiegarlo nel modo più semplice.
Nel caso specifico trattando noi di un personaggio della casa editrice “Sergio Bonelli” le normative inerenti l'editoria, e relativo merchandising, prevedono le cosiddette licenze, ovvero delle autorizzazioni rilasciate dal titolare dell'azienda milanese per lo sfruttamento del diritto di immagine, in questo caso del marchio "DYLAN DOG".
E’ anche altrettanto conosciuto il caso in cui taluni oggetti, solitamente scatenanti polemiche inutili e assurde, vadano a colmare delle lacune e al tempo stesso non possona essere definiti dei falsi in quanto non replicano nulla di già esistente e in precedenza messo sul mercato.