giovedì 9 febbraio 2012

DYLAN DOG NIGHT CLUB KILLER



Dylan Dog è un personaggio di successo che può tornare utile per scopi pubblicitari, penso che su questo siamo tutti d’accordo.

Abbiamo potuto assistere in questi anni a una sorta di evoluzione del n. 2 di “casa Bonelli”,  personalmente parlerei di involuzione, anche se tutti i lettori preferirebbero sentir parlare di significativi miglioramenti e crescita, che a tutti gli effetti non c'è stata.

Non ho notato un grande arricchimento in questo fumetto con il decorrere del tempo, se trattasi di evoluzione, definita dallo stesso autore come un mutamento di gusti, dovuto al fatto che, l’horror splatter da macelleria, ovvero smembramenti, schizzi di sangue e tranci di corpi umani, non piace più allora dovrebbero anche dirci a chi non piace più?

A Sclavi? Alla casa editrice? Oppure ai lettori?

Escludo che i lettori della prima ora, in cui mi identifico, non apprezzino le scene a tinte forti dell’horror sanguinolento.
Un fumetto è un mezzo di intrattenimento e non solo l’oggetto del feticismo dei collezionisti di genere, deve soddisfare i gusti di tante persone, non esclusivamente quelli dell’autore e dell’editore, in fin dei conti il cliente ha sempre ragione, visto che paga e permette al proprio eroe di continuare ad essere venduto in edicola.
Innegabile inoltre che negli ultimi anni abbiamo assistito ad un decadimento qualitativo di quella che era una delle principali muse ispiratrici di Dylan Dog: il cinema horror.
Faccio un esempio banale: negli anni ‘90 capitava spesso che un film di successo al botteghino motivasse le software house, concorrenti principali dell’intrattenimento a nuvolette, a produrre un videogames proprio dedicato a quell’evento cinematografico. 
 
Oggi avviene un'inversione di tendenza. Succede quindi che alcuni videogames, per rimanere in tema ne cito uno attinente al nostro argomento, ad esempio “RESIDENT EVIL”, facciano da imput per produrre dei film, diversi film...
Ciò nonostante la ricerca di quel delirio sublime, attraverso uno stile selvaggio stimolante emozioni forti, che schiacciano lo spettatore, intimorito dalla minaccia del male universale, da sempre, è fenomeno che piace e attrae.

Perché quindi mutare ciò che piace comunque?

Rammenterete che Dylan Dog ha avuto parecchie imitazioni, molto più splatter. Questo fenomeno è stato anche oggetto di un'interrogazione parlamentare ma non coinvolse mai direttamente l'old boy.
Nacque quindi una polemica sui fumetti splatter sanguinari e su talune riviste ACME.  Se la memoria non mi inganna uno dei firmatari di questa interrogazione fu Luciano Violante.

Questa vicenda secondo me è stata determinante nelle scelte editoriali dello scrupoloso Sergio Bonelli.

A tal proposito riporto un articolo pubblicato dal sito HORROR MAGAZINE e datato 2004.


ManHunt: da gioco a realtà?
Ritirato dal commercio il videogames (presunto) colpevole di aver indotto un ragazzo a uccidere un coetaneo.Siamo alle solite: quando non è colpa di Dylan Dog e dei fumetti splatter, i moralisti puntano il dito su qualche videogioco o un film particolarmente violento.   Meglio scaricare le colpe piuttosto che riflettere e prendersi le dovute responsabilità. Questa volta è toccato al videogame Manhunt, un videogame che vi mette nei panni di un feroce assassino che, dovendo scappare da Carcer City, si “arrangia” con ogni tipo di arma che riesce a trovare. Il gioco è prodotto dalla Rockstar North che aveva già avuto qualche problema con il controverso Grand Theft Auto. Warren Le Blanc, 17 anni, ha chiesto al suo amico Stefan Pakeerah, 14 anni, di raggiungerlo al parco e lo ha poi massacrato a colpi di maglio e coltello dichiarando di non aver avuto intenzione di uccidere ma di aver perso la testa alla visione del sangue. I genitori di Stefan sono convinti che il modus operandi di Warren presenti clamorose analogie con le uccisioni presenti nel videogame e ne hanno chiesto il ritiro dal commercio. La Rockstar North, pur dichiarandosi vicina alla famiglia Pakeerah in un momento di lutto rifiuta ogni tipo di associazione fra l’omicidio e il loro gioco. Un effetto è comunque già stato raggiunto in quanto il gruppo Dixons, proprietario della più grande catena di vendita di articoli per computer in Inghilterra, ha ritirato il videogioco dagli scaffali.

Leggendo avrete ben inteso che la violenza, in qualsiasi ambito venga utilizzata, è sempre oggetto di attacchi mediatici, pertanto, mi sento di affermare che la motivazione del drastico cambio di rotta o genere intervenuto sul fumetto Dylan Dog vada ricercata non nel mutamento dei gusti di autore ed editore, ma scelta editoriale imperativa dell'editore volta a non avere e problemi di varia natura...
Da parecchio tempo quindi la casa editrice ha trasformato Dylan Dog, da fumetto horror che era, a veicolo per diffondere messaggi celati da qualcosa di divertente, di appassionante e quindi un utile strumento per insegnamenti spicci, per ammonizioni.
Abbiamo quindi un moderno "indagatore delle cause sociali" che parla un linguaggio chiaro, affronta tematiche legate all’emarginazione e al disadattamento, anch’egli è un poco disadattato nel mondo in cui vive, anticonformista, contrario alla tecnologia, non fuma, non beve nonostante passato da alcolista e già ciò è un monito,  ha varie fobie che possono identificarsi facilmente con tante persone.

Le prediche sono "più digeribili" se indorate come una pillola tramite l'utilizzo del fumetto, mezzo valido per diffondere un certo tipo di  messaggi volti al rispetto di regole, del prossimo e quindi di sé stessi.
Tutto ciò può anche essere definito onorevole ma vorrei capire dove sia oggi il mero l’intrattenimento??  Il troppo sociale ruba la scena al diletto e rende molti lettori succubi del personaggio, come assuefatti, legati per dipendenza o retaggio ma non per entusiasti.
 
La tendenza attuale è questa.  Quanti di voi continuano a leggere l'albo mensile? Lo acquistate per il cosiddetto "dovere collezionistico" e archiviate immediatamente oppure ancora lo leggete?

Dylan Dog non è veicolo per diffondere messaggi sociali ma anche strumentalizzato per scopi pubblicitari e di lucro.

Troviamo quindi esercizi commerciali con logo dedicato all'indagatore dell'incubo, menù dei ristoranti, pubblicità per eventi e tanti altri utilizzi tra i più disparati.

In questa sede analizzeremo brevemente uno di questi eventi realizzato dalla discoteca VANITA’ di Vigevano (PV) nel 1992, domenica 01 novembre.

Per propagandare una serata danzante venne realizzato un albetto amatoriale, così come i disegni in esso contenuti, nonostante di un livello discreto.
Dato alla stampa in quel di Genova titolava la serata  “Dylan Dog party”.
All’interno del fumetto sono stati riportati i marchi di copyright della casa editrice e specificato che l’albo venne distribuito solo a scopo propagandistico.

C’è da ipotizzare che trattasi di un prodotto autorizzato dalla casa editrice.
La trama è molto semplice, Dylan Dog entra nella discoteca accompagnato da Groucho, invitati a seguire un “caso” dalla solita avvenente Signorina. Viene coinvolto in una colluttazione che ha epilogo con un violento scontro a fuoco a colpi di “bodeo” lanciata anche in questa occasione e…
Dall’immagine che ho riportato in testata all’articolo, e che si riferisce proprio a questo breve albo, noterete alcune imprecisioni.   In prima di copertina il cranio di Dylan Dog è lievemente deforme, quasi in fattezze tipiche da Faraone Akhenaton o di qualche suo discendente e la bodeo è priva di anello sotto il calcio, difetto che viene sanato nelle tavole interne ove la pistola ha correttamente l’anello di fabbrica.   E’ composto da 12 pagine b/n, copertine incluse e le dimensioni, a fumetto chiuso,sono di 15 cm x 21,1 cm, cartoncino esterno di grammatura superiore alle pagine interne simili qualitativamente agli albi Bonelli.

Questa iniziativa è comune degna di nota,  dato che è stato almeno realizzato l’albetto e non qualche biglietto da visita o locandine improvvisate.

Indubbiamente il nostro eroe si presta a tanti utilizzi, è un fumetto che ormai non è più fumetto ma un vero e proprio fenomeno di costume ma soprattutto commerciale.
Licenza Creative Commons  I contenuti di questo sito, curati da Stefano Prioni, sono concessi in Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported.  Permissions beyond the scope of this license may be available to CLICK HERE!

24 commenti:

  1. Quando, sul finire degli anni 80, iniziai a leggere Dylan Dog sembrava andasse di moda scaricare la colpa di qualche fatto di cronaca nera sui fumetti o su i videogames.
    Polemiche per certi versi sterili anche se non del tutto. Sergio Bonelli, da sempre attento alla questione della violenza nei suoi fumetti, si tutelò come tu hai ben descritto sopra. Quindi le polemiche, qualche effetto lo hanno avuto. Dylan Dog si è evoluto? Direi di sì se lo intendi come effetto dell'istinto di sopravvivenza. Il fumetto si è adeguato alle moderne necessità di chi lo produce e si è adagiato sul palato buono dei lettori più recenti. Direi di no se parliamo delle storie. Potremmo pure dire che non ci sono più gli sceneggiatori di una volta! Oggi sperimentano... ed è forse questo il problema. La prima, su incoraggiamento dello stesso Sclavi è stata la Barbato che, è il caso di dirlo, il personaggio lo ha proprio distrutto alle fondamenta. Niente fidanzata "mensile" (irrispettoso per le donne), niente o poco Groucho (difficile trovare le battute), niente cliente in Craven Road (già visto)... spero abbiate capito il senso delle mie parole, non voglio andare off topic.
    Poi l'uso sociale del personaggio, le tante campagne ma anche l'eccessiva tematicità delle storie (la vecchiaia, le morti sul lavoro etc.).
    E poi... e poi mi fermo qui. Come al solito Stefano ha offerto tanti di quegli spunti che è difficile smettere di commentare!

    RispondiElimina
  2. Ma infatti le vendite, la merce, di oggi no la c..a piu' nessuno vedasi il film ahahahahah che minchiata!!!
    Sai quanti amatori vecchi, hanno abbandonato dylan poiche non ricalca piu' le storie e le tematiche di un tempo e lo splatter...
    Erano altri tempi o i tempi sono cambiati oppure e' l'avvento di internet???
    No secondo me...
    Inizia a fare storie con le contro.al..e curare piu' copertine ecc ecc.
    Eh villa villa!!!
    Purtroppo quando non si ha piu' fame d'ingegno, svaniscono le idee e si va avanti solo per nome...
    Un po' come i gruppi storici di musica...
    Nascono e nessuno li conosce, si lanciano, fanno il nome,toccano l'apice, poi il declino ma tanto poi ritornano alle origini per tirare avanti...
    Poi e' vero il mondo cambia ma se tu sperimenti rimanendo quello che sei o che eri andondogli in contro e' una cosa.
    Ma se tu sperimenti troppo snaturando quello che eri allora la gente non ti capisce piu' e ti abbandona...

    RispondiElimina
  3. A volte mi chiedo se questa società stia pian piano progredendo o regredendo? Nel lontano '62 quando uscì DIABOLIK, venne tartassato di censure e dovette affrontare diversi processi a causa dei tempi non ancora maturi per quel genere di violenza disegnata a mio avviso in maniera geniale e superba dalle sorelle GIUSSANI.
    Ed oggi nel 2012 ancora non riesce a capire che la vera violenza non è certo in una vignetta innocente, ma bensì attorno a noi tutti i santi giorni, basta accendere la TV e ti ritrovi bombardato da cose ignobili.
    Oppure mi riallaccio al discorso dei videogiochi, e ne prendo 3 i quali mi hanno sconvolto: RESIDENT EVIL 4, SILENT HILL, MODERN WARFARE, arrivi quasi a non distinguere la realtà, quando pensi poi che non tutti quelli che ci giocano hanno più di 30anni ma meno, mooolto meno, bè c'è veramente da preoccuparsi.
    E poi ci si meraviglia perchè qualcuno armato fino ai denti fa irruzione a scuola e compie una strage, ma dai!!!!!!!!!!!!!
    Facciamoli leggere e comunicare di più sti ragazzi, anzichè dover cambiare un personaggio per adattarlo a qualche mente bacata che apre bocca solo per fargli prendere fiato e manco l'avrà pure letto il DYLAN DOG.
    ciao a tutti !

    RispondiElimina
  4. Ne esiste un altro di questi albetti, realizzato dalla discoteca Altro Mondo.
    Fu realizzata una ministoria in 4 pagine per un evento del 22 febbraio 1993 dal titolo Dylan Dog Horror party.
    Consultata la Casa Editrice posso affermare che in entrambe le edizioni non c'è stata nessuna comunicazione alla loro realizzazione e di conseguenza nessuna autorizzazione. Mai avrebbero approvato dei disegni amatoriali di quel livello.

    RispondiElimina
  5. Ne esistono diversi, anche uno fatto a Rimini, non so se è quello a cui ti riferisci e tra l'altro alla Bonelli approvano tutto, basta che gli dici che l'operazione è no profit, poi dopo, sia che i disegni finiscano su orribili mutatis mutandis di cui non si capisce da chi autorizzati, o su albetti amatoriali, a loro poco interessa.
    Diversamente da quanto sto affermando certe porcherie non capiterebbero.
    Fossero solo gli albetti fatti per pubblicizzare eventi in discoteca a nuocere ai collezionisti potremo definirci FORTUNATI, almeno queste persone l'albetto l'hanno consegnato alla storia, amatoriale o meno la qualità dei disegni è comunque una bella iniziativa, pensa a chi fa le mostre e terminate quelle va su ebay a far gli affaroni con gadgets vari inutili, non è forse peggio???

    RispondiElimina
  6. Come no operazione no profitterol!!!
    Quando arrivi a vendere su ebay o in altri siti volantini spacciandoli per merce di dylan allora siamo davvero finiti...
    Tra un paio d'anni assisteremo alla venda di carta igenica:
    (Foxi dylan dog)...
    La carta piu' morbida preferita dal sederino di Rupert everet...

    RispondiElimina
  7. Si è quello di Rimini
    Comunque riconfermo che non ci sono state autorizzazioni. O meglio nessuno ha mai chiesto un autorizzazione e la Bonelli non poteva venire a sapere di tali iniziaive. All'epoca non c'era internet ...

    RispondiElimina
  8. Quando son state fatte le mutande internet c'era eccome eppure che hanno fatto???? Siamo realisti su....

    RispondiElimina
  9. Di cosa si parla in queste storie ? Secondo mai vedranno mai la realizzazione su di un superbook? io penso di no, in quanto come detto da voi, non autorizzate.

    RispondiElimina
  10. Sono storie brevi con tematiche legate al mondo delle discoteche e per quanto riguarda l'autorizzazione o meno è un'ipotesi, non si ha la certezza matematica.

    RispondiElimina
  11. Nessuno di voi le ha lette ? Se sono autorizzate, potranno essere pubblicate su qualche superbook ?

    RispondiElimina
  12. L'articolo è stato fatto con la mia copia di "Night club killer" per cui si, l'ho letto, ho anche postato la trama: Dylan Dog entra nella discoteca accompagnato da Groucho, invitati a seguire un “caso” dalla solita avvenente Signorina. Quest'ultimo viene coinvolto in una colluttazione che ha epilogo con un violento scontro a fuoco a colpi di “bodeo” lanciata anche in questa occasione e…".
    Escludo verranno mai pubblicate su superbook che è un bonellide mentre queste storie sono amatoriali per cui non è stata la casa editrice a pubblicarle.

    RispondiElimina
  13. Ciao STEFANO,
    probabilmente MORGANA non sa cosa sono i "book" e i "superbook" ?

    RispondiElimina
  14. Io credo lo sappia comunque se vuoi posso provare a spiegarglielo: trattasi di pubblicazioni o meglio ristampe gettate in edicola dalla casa editrice per "far cassa" e permettere, a chi non possiede magari quel dato fuoriserie, o evento narrativo che, per semplicità definirei "speciale", di venirne a conoscenza.
    Va bene come spiegazione? :-D

    RispondiElimina
  15. Esaustivo come sempre, dicevo così per il semplice fatto che non dubito magari lo sapesse ci mancherebbe, ma perchè vedo che rinomina sempre i "superbook", tutto qua.
    ciao a tutti e due!!!!!!!!!!!!!!!!!! :-)

    RispondiElimina
  16. Infatti il tuo intervento è azzeccato.

    RispondiElimina
  17. Realista
    Le mutande sono merchandising e decide la Platinum Studios che detiene i diritti
    All'epoca la Bonelli aveva i diritti su tutto anche del merchandising mentre oggi solo sulle pubblicazioni di storie e basta.

    RispondiElimina
  18. Ci manca il preservativo dell'incubo e poi hanno fatto tutto.

    RispondiElimina
  19. No certo, sapevo ovviamente cosa sono i superbook; tuttavia poichè avevo letto che la storia forse era stata autorizzata dalla SBE, pensavo quindi che lei stessa prima o poi l' avrebbe ristampata.

    RispondiElimina
  20. Non credo verrà ristampata nei superbook e se è stata autorizzata non ci è noto.
    So per certo che all'interno dell'albetto vi sono le indicazioni di copyright della casa editrice perchè lo possiedo e viene inoltre indicato che è stato realizzato senza scopo di lucro ma per pubblicizzare l'evento.

    RispondiElimina
  21. Ho letto da qualche parte che le vendite dei superbook sono in calo... allora mi chiedo perchè non incentivarne le vendite proponendo qualcosa di appetibile ? Esempio ? Bhè penso alle storie proprio come queste, davvero difficile da reperire o magari alle storie della glamour, tipo vamp... cosa ne pensate ?

    RispondiElimina
  22. Non tutti gradiscono le ristampe e questo albetto è un pezzo non facile da trovare, soprattutto a prezzi modesti. Sai sono iniziative che usavano per scopi pubblicitari, oggi Dylan ha bisogno di tutto tranne che di pubblicità, di nuovi scrittori forse.

    RispondiElimina
  23. Bhè più pubblicità, più lettori, quindi più storie e magari più iniziative come queste...

    RispondiElimina
  24. L'albetto in questione è stato fatto da una discoteca, il Vanità. Dubito fortemente in Redazione ne siano a conoscenza ed è servito per pubblicità di un evento, ma della discoteca, non ritengo abbia apportato alcun aggio all'editore. Oggi Dylan non ha necessità di essere pubblicizzato, dai uno sguardo a quante ristampe sono in circolazione e non potrai che essere concorde.

    RispondiElimina